Le essenze floreali non sono farmaci

Come funzionano le essenze floreali?

Qual’è la differenza tra assumere farmaci ed essenze floreali?

Sui numerosissimi libri in commercio sulla floriterapia la risposta a queste domande è spesso trascurata o poco esaustiva. Questo il punto di vista e la spiegazione fornita da Patricia Kaminski che dal 1980 si occupa di rimedi floreali e ha scoperto i rimedi californiani.

Le essenze floreali non sono farmaci. Innanzitutto, grazie alla loro natura vibratoria, le essenze floreali non hanno un impatto diretto sulla biochimica del corpo, come invece fanno le medicine farmaceutiche e psicoattive. I tranquillanti, gli antidepressivi, gli antidolorifici, gli eccitanti e i farmaci che “dilatano la mente” toccano gli stati emotivi, ma la loro azione modifica la chimica del cervello, alterando quindi il veicolo biologico attraverso il quale l’animo umano si esprime. Tale manipolazione biochimica può essere importante con le malattie gravi, per esempio nel caso di forte tendenza al suicidio. Tuttavia, a parte il pericolo degli effetti collaterali, dobbiamo porci delle domande circa l’uso dei farmaci che alterano gli umori per controllare o eliminare le tipiche emozioni umani quali la depressione, la paura, l’ansia e la timidezza.

Qual è l’effetto di questi trasformatori di personalità chimicamente indotta sull’individuo? L’individuo perde qualcosa quando non ha più bisogno di lottare con il dolore di un abuso subito nell’infanzia, o con la rabbia per le ingiustizie del mondo? L’individuo è in grado di apprendere le lezioni della vita se non ha più la libertà di vivere il dolore e il cambiamento? La società sarebbe stata migliore se i grandi poeti avessero curato la loro introversione con sostanze per migliorare l’umore, o se i critici della società avessero curato le proprie alienazioni con gli antidepressivi?
Le essenze floreali, al contrario, lasciano l’individuo libertà. Esse incoraggiano anziché forzare il cambiamento, agendo con la risonanza vibratoria piuttosto che con l’intervento biochimico. Il loro effetto è evocativo, similmente all’impatto di una conversazione con un amico saggio e affettuoso. Le essenze stimolano un dialogo interiore con gli aspetti nascosti dell’Io, risvegliando profondi archetipi psicologici e fornendoci la chiave d’accesso ai loro messaggi. Il risultato di questo “dialogo” con la nostra anima è un profondo cambiamento emotivo e mentale, che può poi produrre anche alterazioni fisiologiche. Ma questi cambiamenti non vengono imposti dal di fuori; avvengono dentro di noi, tramite la nostra esperienza e il nostro sforzo.

Le essenze floreali sono catalizzatori che stimolano e potenziano il processo di trasformazione interiore, lasciandoci liberi di sviluppare le nostre capacità innate. L’uso migliore di queste essenze e nell’ambito di un contesto di crescita interiore, attraverso l’auto-osservazione, il dialogo e il counseling. Per questa ragione esse non vengono usate per curare malattie particolari. Piuttosto, le essenze floreali ci aiutano ad apprendere le lezioni forniteci da qualsiasi piccola malattia, ad affrontare le sfide che il dolore la sofferenza emotiva e fisica pongono alla nostra anima e, quindi, a trasformare la nostra vita.

Tali metamorfosi salutari possono eliminare naturalmente molti sintomi fisici dolorosi, ma il fine ultimo resta comunque l’evoluzione dell’anima.
Al contrario dei farmaci antidolorifici o atti a sopprimere i sintomi, che possono creare una dipendenza a lungo termine quando vengono assunti per controllare condizioni croniche, le essenze floreali stimolano durevoli cambiamenti della coscienza, che continuano a far parte della nostra vita anche dopo aver terminato di usarle.

 

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