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5 errori da evitare quando si assumono i fiori di Bach…

5 errori da evitare quando si assumono i fiori di Bach…

…e l’impatto che hanno avuto sul mio approccio terapeutico!

Sia che tu assuma i fiori di Bach autonomamente o con l’aiuto di un terapeuta, evitare questi cinque errori in cui sono incappata anch’io alla mia prima esperienza con i fiori di Bach è fondamentale per il buon esito della terapia.

 

1. Non definire il problema che si vuole risolvere

“I Fiori di Bach fanno bene e allora voglio provarli anch’io!”

“Dottoressa di che Fiori ho bisogno?”

“Signora prenda anche i fiori di Bach che sono ottimi!”

In questo errore sono caduta anch’io alla mia prima esperienza con i fiori di Bach!

All’epoca i fiori di Bach non erano ancora molto diffusi e il mio medico omeopata, dopo averli utilizzati per un certo periodo di tempo, mi disse che dovevo assolutamente provarli perché facevano benissimo. Da persona curiosa quale tutt’ora sono e, fidandomi del mio medico, mi prestai immediatamente e così me li prescrisse in base ad un test kinesiologico.

Se non conosci questo test, devi sapere che è uno strumento di indagine basato sulla forza muscolare. Con questo approccio i rimedi selezionati sono quelli che aumentano la forza dell’organismo, misurata su un muscolo preso come riferimento. Il test kinesiologico è molto utilizzato per definire le intolleranze alimentari: in questo caso il soggetto risulta intollerante agli alimenti che lo indeboliscono.

Seguendo questo metodo, il mio medico, scelse per me i setti rimedi che maggiormente “mi rafforzavano”. Non avevamo però definito un obiettivo e non sapevo che rimedi stessi prendendo.

Purtroppo, non sapendo per quali motivi stessi prendendo i rimedi, anche se sicuramente erano quelli più idonei in base al test kinesiologico, non fui in grado di notare e valutare alcun cambiamento, nè positivo e nè negativo; fu così che per anni mi dimenticai persino dei fiori di Bach!

La floriterapia, per essere davvero efficace, deve essere basata sul livello di consapevolezza dell’individuo e sulle sue priorità nel momento in cui richiede il trattamento.

Per questo motivo, alle persone che si rivolgono a me, come prima cosa, chiedo cosa desiderano ottenere con i fiori di Bach; è indispensabile sia per capire se effettivamente la floriterapia è indicata per il loro problema, sia per verificarne i progressi e gli effetti nel tempo.

La persona va accompagnata dove vuole andare, non dove vogliamo portarla, e solo per il tempo strettamente necessario.

Sia che assumi i fiori di Bach da sola o con l’aiuto di un terapeuta, definire con precisione l’obiettivo per cui li prendi permette di scegliere con maggior accuratezza i rimedi da utilizzare, di verificare l’efficacia della miscela e, cosa non da poco, di assumersi le responsabilità della propria vita, parafrasando Bach:

“di salvaguardare la propria personalità, vivere la propria vita ed essere il capitano della propria nave”.

 

2. Focalizzarsi su troppi obiettivi

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“Vorrei risolvere i mie problemi di coppia, lo stress, la stanchezza e la fobia degli ascensori”

Alcune persone, dopo aver sperimentato, oppure letto o ascoltato delle potenzialità della floriterapia vorrebbero risolvere tutto con i rimedi floreali.

Purtroppo non è possibile perché si dovrebbero scegliere troppi rimedi e, spesso, rimedi che non c’entrano nulla tra loro. Ogni rimedio floreale, infatti, vibra ad una determinata frequenza d’onda, troppi Fiori, scoordinati tra loro, forniscono troppi impulsi energetici che vanno in direzioni diverse. Sarebbe come ascoltare una sinfonia stonata.

A questo proposito, mi ricollego ad un tema molto dibattuto in floriterapia, il numero massimo di rimedi di una miscela floreale; alcuni terapeuti sostengono tre, altri cinque, altri sette, altri dieci. Considerando che ci sono casi in cui lo stesso Bach ha prescritto ben nove fiori, l’aspetto più importante da considerare non è tanto il numero di essenze, ma proprio quanto siano coerenti tra loro.

Focalizzarsi su un unico obiettivo, permette di scegliere delle essenze che andranno a lavorare tutte nella stessa direzione.

Per aiutare la persona a chiarirsi, le domande che faccio sono le seguenti:

Tra tutti i problemi di cui mi ha parlato, che cosa è più importante per lei in questo momento?

Che cosa la fa soffrire maggiormente?

A volte però capita che, effettivamente, i problemi sia più d’uno e tutti piuttosto urgenti.

Come fare?

Pensa ad una persona depressa, che magari soffre anche di ansia, non dorme, è esaurita da un punto di vista psicofisico e si trova a dover prendere delle importanti decisioni a livello personale e professionale. Purtroppo non è un caso raro.

L’approccio che adotto in questi casi è di utilizzare la floriterapia per affrontare i problemi di natura maggiormente psicologica ed emotiva e altri rimedi naturali (fitoterapici, omeotossicologici, oligoelementi oppure oli essenziali) per trattare gli aspetti più sintomatici.

In questo modo si riesce ad ottenere un riequilibrio profondo ma più rapido e completo.

 

3. Non assumere le dosi minime consigliate

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“Dottoressa ho avuto l’influenza e allora ho sospeso i Fiori”

La posologia standard dei fiori di Bach è di 4 gocce, almeno 4 volte al giorno; nei bambini a volte sono sufficienti anche 2 o 3 somministrazioni giornaliere.

La posologia standard dei fiori australiani e di 7 gocce, 2 volte al giorno.

Fatte queste premesse, assumere i rimedi floreali con una frequenza inferiore, oppure un giorno si e tre no, non apporterà nessun beneficio.

Se per qualunque motivo devi sospendere la terapia, soprattutto in un fase iniziale, tieni presente che puoi valutare l’efficacia della miscela solo dopo circa due settimane di assunzione regolare.

Se però ti capita di essere tra le persone che si dimenticano di assumere i Fiori, potrebbe anche essere perché i rimedi scelti non sono quelli necessari, oppure perché la miscela sta volgendo al termine ed hai già ottenuto un buon riequilibro, oppure potrebbe trattarsi di una resistenza al cambiamento; sembra difficile da credere, soprattutto quando coscientemente si desidera cambiare e ottenere un certo risultato che, sotto sotto, ci sia qualche cosa che lo impedisca.

Tuttavia non è un’eventualità rara, in psicoterapia è un fenomeno noto dovuto al fatto che, per ciascuno di noi, cambiare necessita un forte dispendio di energia e implica la presenza di sentimenti contrastanti che possono comportare anche dolore e paura.

Nel caso di “dimenticanza” della miscela è allora importante discriminare se i fiori scelti non sono più adeguati, oppure se ci sono emozioni che fanno paura; in questo caso si può superare la resistenza lavorando non contro, ma con gli stati d’animo che bloccano.

Tieni presente che queste sono delle situazioni in cui, se hai difficoltà a far luce sui tuoi sentimenti, è utile chiedere il supporto di un terapeuta per una consulenza sui fiori di Bach.

 

4. Non fare il punto della situazione alla fine di ogni miscela

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La terapia floreale è un processo che si svolge nel tempo ed in modo del tutto individuale.

Se hai deciso di fare un percorso con i Fiori, alla fine di ogni combinazione è importante fermarsi per valutare se l’obiettivo iniziale è stato raggiunto, se i rimedi scelti hanno ottenuto l’effetto desiderato, se gli stati negativi affrontati hanno raggiunto l’armonia e se nel frattempo sono emersi nuovi stati negativi.

L’effetto dei fiori è talmente armonioso che solo procedendo in questo modo riuscirai a capire se e come la terapia deve essere proseguita, quali rimedi vanno mantenuti e quali rimedi vanno cambiati.

Infatti, capita spesso, che una volta che un sentimento, anche molto negativo, è tornato in equilibrio, la persona si dimentichi di averne sofferto; questo succede anche con i genitori nei confronti dei propri figli.

  • Come sta Matteo?
  • Un po’ meglio, ma è sempre molto dispettoso.
  • Alza ancora le mani con la sorellina?
  • Già è vero, sono mesi che non succede più…
  • Capita ancora spesso che pianga e si rattristi all’improvviso?
  • Ah no, non è più successo!

E così via…

Lo stato di benessere è una condizione che dovrebbe essere così naturale che quando la si ritrova, ci si dimentica di come si stava quando si stava male.

Nel corso del trattamento ti accorgerai che sarà sempre più automatico procedere come ti ho scritto e sarà sempre più semplice riconoscere in modo chiaro e cosciente i tuoi stati emotivi.

Per mettere a fuoco questo processo, durante la terapia con le persone che si rivolgono a me, fornisco sempre una scheda con la composizione floreale, l’obiettivo della miscela e il significato dei rimedi scelti. Alla fine della miscela, la rivediamo insieme a valutiamo a che punto siamo arrivati e come proseguire.

 

5. Non rivolgersi ad un terapeuta quando è necessario

 

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Una delle cose che maggiormente apprezzo della floriterapia di Bach è che rispetta totalmente la libertà individuale e che può essere applicata “su misura”.

Infatti, si può utilizzare a più livelli di intervento, in funzione di quelle che sono le necessità della persona, del livello di conoscenza dei Fiori e della propria consapevolezza.

Alcune persone utilizzeranno solo il Rescue Remedy, per le situazioni acute e di emergenza, altre avranno la necessità di risolvere problemi momentanei o di fronteggiare eventi difficili, altre saranno più interessate a risolvere un problema di vecchia data o a superare delle fragilità della loro personalità.

Ogni tipo di intervento, però, necessità di competenze e formazione diverse.

Premesso che normalmente l’autoterapia è più indicata per situazioni acute e stati transitori, mentre per problemi di lunga data è più opportuno rivolgersi ad un terapeuta, in ogni caso, a volte anche dopo un periodo di autotrattamento soddisfacente, ci si potrebbe trovare in una fase di stallo.

Per esempio, dopo avere provato diversi fiori per combattere il senso di inferiorità, la propria autostima continua a rimanere scarsa. A questo punto, può essere di aiuto un colloquio con un terapeuta per una consulenza sulla scelta dei fiori di Bach che veda il problema da un’altra prospettiva e che conosce alcune sfumature dei fiori che possono non essere note.

Altre volte può succedere che, risolto il problema più urgente, ne siano emersi altri che si fa fatica a riconoscere e a vedere ma che impediscono di andare a fondo del problema e di ottenere un equilibrio soddisfacente; anche in questi casi è difficile da soli riuscire ad apportare alla miscela le modifiche necessarie per proseguire e sembra che i fiori non funzionino o non servano più; succede così che si abbandoni la terapia senza aver davvero risolto le proprie difficoltà.

L’intervento del terapeuta, in ogni caso, è una fase transitoria; infatti lo scopo di una floriterapia di Bach ben fatta è che la persona migliori le proprie capacità di autoconsapevolezza e autoconoscenza e che raggiunga l’autonomia anche rispetto all’utilizzo delle essenze di Bach.

In questo modo dovrebbero operare tutti gli operatori riconosciuti dal Centro Bach, in accordo con il codice deontologico che abbiamo sottoscritto e di cui vi riporto gli articoli di riferimento.

3.1  Il practitioner dovrà sempre agire da coordinatore e guida e dovrà mirare ad aiutare i propri clienti ad imparare il Metodo in modo che lo possano usare da soli e senza aiuto, per se stessi e per la propria famiglia.

3.2  Il practitioner dovrà lasciare che il processo di guarigione proceda secondo il ritmo personale di ciascun cliente, affinché ognuno possa acquisire una maggiore conoscenza e consapevolezza dei propri stati emotivi.

Codice deontologico

 

Se hai letto sin qui, ora mi farebbe piacere conoscere  la tua opinione!

Ti è mai capitato di incappare in questo o in altri errori? E come li hai risolti?

Ti sei mai trovato in un momento in cui la terapia non procedeva più?

Lasciami un commento con la tua esperienza perché può essere utile a tutti!

 

Grazie per condividere questo articolo se ti è piaciuto e se pensi che possa essere di aiuto a qualcuno!

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Commenti

  • Rispondi
    Elisa

    Ottimi consigli! Credo che molte persone non riescano a trarre beneficio dai Fiori e li abbandonino proprio perché non osservano questi punti fondamentali. Grazie!

    14 aprile 2018
    • Rispondi
      B. C.

      Grazie della tua opinione Elisa!
      La floriterapia è un meraviglioso metodo di guarigione alla portata di tutti e di cui deve essere preservata la “semplicità”.
      Semplicità però non significa che si possono utilizzare le essenze senza osservare dei criteri di utilizzo, quelli che aveva stabilito il dott. Bach.
      Cari saluti e buona giornata
      BC

      16 aprile 2018

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