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I miei 5 motivi per usare i fiori Australiani al posto dei fiori di Bach

I miei 5 motivi per usare i fiori Australiani al posto dei fiori di Bach

I fiori Australiani sono tra i doni più recenti delle floriterapia.

Ian White, Il naturopata che li ha scoperti, durante uno dei suoi seminari italiani sul lago di Garda ci disse che all’inizio si sentiva in soggezione a mettere a punto un nuovo sistema floreale.

Conosceva bene e utilizzava da tempo e con ottimi risultati i fiori di Bach ma era anche attratto dalle piante curative della sua terra. Da piccolo accompagnava spesso la nonna nella macchia australiana, il bush, a raccogliere le piante medicinali e l’interesse per l’immenso potenziale curativo di queste piante non lo aveva mai abbandonato; fu così che ad un certo punto seguì le proprie intuizioni e iniziò a scoprire e testare le nuove essenze floreali.

Quando preferirli ai fiori di Bach?

Ho iniziato ad usare i fiori Australiani grazie ad una collega, ma come con i fiori di Bach ti confesso che il mio approccio iniziale non è stato sconvolgente.

Troppi Fiori, troppe poche spiegazioni a riguardo, troppo diversi dai fiori di Bach.
Eppure iniziando a conoscerli uno ad uno con pazienza e dovendo risolvere i casi più disparati, ho iniziato ad apprezzarli tanto quanto i fiori di Bach.

Non mi piace mescolare i due sistemi anche se conosco terapeuti che lo fanno e si trovano bene. Personalmente preferisco tenerli separati.

Quando allora usare un sistema e quando l’altro?

La risposta che segue deriva dalla mia esperienza professionale, non pretende assolutamente di essere una verità assoluta.

Tieni addirittura presente che per alcuni floriterapeuti, puristi, esistono solo i fiori di Bach, altri non hanno semplicemente interesse ad apprendere un nuovo sistema, altri ancora preferiscono usare solo i fiori australiani perché si trovano meglio che con i fiori di Bach.

Preferisco usare i fiori Australiani ai Bach secondo questi criteri:

1. La persona ha già deciso

Una parte dei miei clienti mi chiede esplicitamente di usare i fiori australiani semplicemente perché ne hanno sentito parlare e vogliono provarli, oppure perché hanno già sperimentato entrambi e trovano più efficaci gli Australiani o semplicemente perché si sentono più affini a questo sistema floreale e al suo continente.
In effetti, Ian White, suggerisce che chi prova una qualche avversità nei confronti del continente australiano non dovrebbe utilizzare i suoi rimedi.

2. Semplificare l’assunzione

La semplicità è stato uno dei criteri fondamentali che hanno guidato Edward Bach nella messa a punto del suo sistema floreale , tuttavia per alcune persone assumere le gocce 4 volte al giorno è complicato.
Persone che stanno già assumendo troppi farmaci, oppure stanno seguendo terapie molto più complesse, mamme che non sanno come gestire l’assunzione con i propri bambini quando sono a scuola o dai nonni, situazioni familiari complicate, persone estremamente distratte o troppo impegnate.
I fiori australiani si prendono solo 2 volte al giorno e questo semplifica la terapia perché non è necessario portarsi dietro il boccettino durante il giorno, basta ricordarsene la mattina appena alzati e la sera prima di andare a dormire.

3. La richiesta riguarda un problema fisico

Edward Bach ha sottolineato che i fiori vanno scelti secondo lo stato emotivo della persona perché va trattato il proprio modo personale di reagire alla malattia,  di conseguenza anche la malattia se ne va. Per questo motivo, le descrizioni che ci ha lasciato dei suoi riemedi sono descrizioni di stati emotivi o di tratti di personalità. Cura la persona non la malattia” era il suo slogan.
Per alcune persone però non è semplice comprendere questi concetti, o non si sentono a proprio agio a parlare delle proprie emozioni o di sè stesse.
In questi casi è più indicato prescrivere i fiori Australiani perché è più semplice sceglierli e far comprendere alla persona perchè sono stati scelti. Ian White ci ha fornito delle descrizioni non solamente psicologiche ma anche molto fisiche, ad esempio ogni ghiandola del sistema endocrino ha il suo fiore corrispondente; Peach Flowered Tea Tree è il fiore per la mancanza di volontà, si usa con le persone ipocondriache, corrispondere anche alla ghiandola pancreas e aiuta a regolarizzare la glicemia.

4. La persona si trova in uno stato di sofferenza acuta

Benché anche i fiori di Bach siano molto indicati e addirittura prevedano una miscela di emergenza, per la sofferenza emotiva acuta le persone mi hanno riferito e ho riscontrato reazioni più immediate con i fiori Australiani. Per esempio nelle separazioni conflittuali, oppure nel distacco fisico dalla persona amata, per dolori emotivi che sembrano insuperabili, per la disperazione totale. Waratah è il rimedio più potente dei fiori australiani, Ian White lo consiglia per attivare lo spirito di sopravvvivenza.

5. Mi trovo di fronte ad un adolescente o ad un uomo

Per alcuni dei motivi citati sopra, spesso suggerisco i fiori Australiani agli adolescenti e agli uomini.
La facilità di assunzione e, talvolta, la difficoltà ad esprimere le proprie emozioni me li fa preferire, consentendo di ottenere dei risultati migliori ed un maggiore aderenza alla terapia.
Inoltre l’energia intensa ed esplosiva dei rimedi Australiani ben si addice ai tumulti dell’adolescente.
Viceversa , nei bimbi piccoli preferisco la dolcezza dei fiori di Bach, salvo sussistano problemi fisici specifici come disturbi del linguaggio.

In ogni caso, se sei un terapeuta, è sempre fondamentale condividere con la persone quale sistema utilizzare, illustrando caratteristiche dell’uno e dell’altro.

La floriterapia si fonda su rapporto paritetico, terapeuta e cliente sono compagni di viaggio.

Ora a te!

Con quale sistema ti trovi meglio e perché?

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