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Superare un forte stress emotivo con i Fiori di Bach

Superare un forte stress emotivo con i Fiori di Bach

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Chi ha subito un forte stress emotivo, sa quanto sia difficile lasciarsi alle spalle un evento negativo e traumatico; talvolta l’esperienza subita può addirittura influenzare le generazioni successive.

Non è raro che succeda che la mamma con il terrore dei cani perché da piccola è stata morsicata, trasmetta questa paura anche ai propri bambini, oppure la fobia dell’acqua o la paura di volare.

In effetti, studi su modelli animali hanno dimostrato che l’esposizione ad eventi molto stressanti può addirittura provocare delle mutazioni genetiche che vengono trasmesse alla prole.

E’ importante sottolineare che, dal punto di vista psichico, non è importante la qualità dell’evento, ma come questo viene vissuto dalla persona e dalle sue risorse individuali per farvi fronte. Inoltre, influisce molto l’età: un evento ingestibile per un bambino, non verrà vissuto allo stesso modo da un adulto.

Può cosi succedere che eventi traumatici, seguiti a breve distanza da esperienze simili risolte positivamente, vengano presto dimenticati e non lascino il segno; anzi, a volte possono addirittura diventare una risorsa per la persona che gli ha subiti perché non pensava di poter attingere a certe risorse personali. Maggiore è la capacità di resilienza, maggiore è la possibilità di fare tesoro, cioè esperienza, di ciò che accade.

Altre volte, invece, l’esperienza subita diventa una sorta di cicatrice emozionale che continua, nostro malgrado e senza che ne abbiamo piena coscienza, ad assorbire la nostra energia difensiva, per impedirci di provare dolore o per tenerci lontano dall’evento minaccioso.

Nei casi estremi si può sviluppare una vera e propria patologia definita Disturbo post-traumatico da stress (PTSD): una forma di disagio mentale che provoca delle forti sofferenze psicologiche in seguito ad esperienze fortemente traumatiche in cui la propria vita o quella altrui è stata messa in pericolo. L’esordio del PTSD può verificarsi anche a distanza di anni dall’evento traumatico.

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Se per trattare i casi gravi e di disturbo conclamato è necessario rivolgersi ad un medico psichiatra ed affrontare un percorso psicoterapeutico, in situazioni meno drammatiche e, soprattutto immediatamente dopo l’evento, la floriterapia può fare tantissimo.

Tra l’altro, a scopo preventivo del Disturbo post-traumatico da stress, sono state proposte diverse forme di terapia immediatamente dopo l’evento, sia psicologica (debriefing) che farmacologica (propranololo, gabapentin, temazepam, e vari inibitori della ricaptazione della serotonina),  ma gli studi sperimentali non hanno dato prova di efficacia.

 

Il trauma in floriterapia

In ambito floriterapeutico esiste invece un rimedio specifico per il trauma, si tratta di Star of Bethlehem, la stella di Betlemme. E’ uno dei fiori di Bach più importanti, non a caso è contenuto anche nella miscela di emergenza Rescue Remedy.

“Per coloro che si trovano in uno stato di grande angoscia a causa di situazioni che, in un dato periodo, hanno provocato tanta infelicità: lo shock di una cattiva notizia, la perdita di una persona cara, lo spavento per un incidente e altri eventi simili. Questo rimedio porta sollievo a chi rifiuta il conforto degli altri”

Star of Bethlehem è l’unico fiore del sistema floreale con sei petali; è stato paragonato alla Stella di David perché la sua geometria suggerisce due triangoli equilateri sovrapposti: uno (mondo terreno) punta verso l’alto, l’altro (mondo spirituale) punta verso il basso. L’equilibrio delle forze rappresentato dai triangoli conduce all’armonia e all’equilibrio.

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Il suo nome scientifico proviene dal greco: Ornithos (passero) e Gala (latte) cioè latte di uccello che richiama la leggerezza e la purezza. Questo fiore però contiene una sostanza che se viene a contatto con gli occhi provoca lacrimazione, metaforicamente parlando cioè aiuta a liberare le emozioni represse.

Non ho mai avuto la fortuna di incontrarlo, anche se è piuttosto diffuso in Europa, ma pare che la sua corolla di un bianco abbagliante emani una luce particolare e faccia percepire immediatamente di essere di fronte ad un fiore speciale .

Julian Barnard afferma che chi subisce un trauma va incontro ad una dislocazione tra corpo fisico e corpo animico che altera la “geometria” di partenza. Si ha un’alterazione del flusso normale di energia e di informazioni. Il rimedio lo ripristina riallineando la matrice delle connessioni fisiche e sottili nelle forme viventi.

La Scheffer, descrive lo shock trattato da Star of Bethlehem come un eccesso di influenza energetica che il nostro corpo energetico non è in grado di smaltire e al quale risponde con una distorsione, indipendentemente dal fatto che la personalità lo registri in modo consapevole o meno.

L’azione del rimedio è di riconnettere i legami energetici spezzati dallo shock; Ricardo Orozco descrive Star of Bethlehem come il cicatrizzante del sistema floreale, una sorta di silicone che ha il compito di saldare tutte le connessioni interrotte.

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Può succedere che chi assume il rimedio ricordi situazioni sgradevoli dimenticate connesse al trauma che in qualche modo erano stato omesse. Molte persone parlano di un’attività onirica molto intensa. In questi casi utilizzare in aggiunta anche altri rimedi floreali e farsi accompagnare da un terapeuta è fondamentale. L’ideale sarebbe seguire una psicoterapia specifica abbinata all’assunzione dei rimedi.

Star of Bethlehem è anche un efficace catalizzatore: riparando connessioni interrotte, permette alle informazioni di passare e si produce ciò che, in condizioni di integrità energetica, avrebbe dovuto prodursi normalmente. Un caso eclatante sono le gravidanze gestite con questa essenza; Orozco ha riscontrato diversi casi di successo con l’utilizzo di Star of Bethlehem tanto da chiamarli “i bambini con il contagocce”.

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Quando usarlo

Star of Bethlehem è indicato in tutti i grandi e piccoli traumi della vita, recenti o antichi, consci e inconsci

Nei neonati è indicato per favorire il superamento del trauma della nascita, insieme a Walnut, per l’ingresso in una nuova forma di vita. Questa miscela si può aggiungere anche all’acqua del primo bagnetto.

E’ da tenere in considerazione anche durante una terapia con i fiori, se non si ottengono i risultati sperati perché potrebbe dipendere da un blocco, dovuto ad un arresto energetico antico o recente.

A livello fisico stimola la riparazione a tutti i livelli: anche nel caso di fratture aiuta a consolidare il callo osseo.

A livello locale è utile anche per ripristinare il corretto flusso energetico dei meridiani del corpo laddove ci sono delle cicatrici chirurgiche che lo interrompono.

 

Per quanto tempo

Per traumi recenti sono possono essere sufficienti poche settimane di terapia con un utilizzo intensivo: a partire da 4 gocce ogni ora fino ad un minimo di 4 gocce 6 volte al giorno.

Nei traumi di vecchia data l’assunzione di STB deve essere prolungata per tempi sufficientemente lunghi. Orozco dice che non è esagerato prescriverlo 5 o 6 volte al giorno per un periodo che va dai 6 mesi ai 2 anni.

 

Come si usa

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In un flacone di vetro con contagocce da 30 ml riempito di acqua oligominerale aggiungere 2 gocce di Star of Bethlehem.

Assumere 4 gocce secondo la frequenza necessaria: per traumi recenti ogni ora, per traumi di vecchia dati 4/6 volte al giorno.

Anche se Star of Bethlehem è efficace da solo è sempre meglio abbinarlo ad altri rimedi che

coprono altri aspetti dell’evento traumatico, ad esempio se il trauma è stato accompagnato da panico, va abbinato a Rock Rose.

In caso di incertezza potete scrivermi per richiedere una consulenza.

 

Sciolgo ogni blocco energetico e mi reintegro.

La mia energia scorre liberamente.

Finalmente ho trovato la pace interiore.

 

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Commenti

  • Rispondi
    Chiara

    Questo articolo approfondisce la conoscenza di Star of Bethlehem. È veramente interessante e utile. Grazie

    26 luglio 2018

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